Workshop di Fotografia

“Viaggio Artigiano”: le botteghe storiche incontrano i nuovi mestieri


con Giulio di Meo (fotografo freelance)

Nell’ambito della V Edizione di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile si ripropone la II Edizione del Workshop Viaggio Artigiano: un mini-corso di fotografia di reportage.

Presentazione
In un’epoca in cui la società e il mondo del lavoro sono al centro di grandi trasformazioni e cambiamenti, anche quel tradizionale mondo delle botteghe e dei piccoli negozi sta subendo questo processo. Nelle città italiane, come nella nostra Bologna, accanto alle vecchie botteghe artigiane si sta affiancando un variopinto mondo di botteghe multietniche. Per questa II Edizione il focus degli antichi mestieri bolognesi verterà su un viaggio fotografico tra le botteghe presenti nel Ghetto Ebraico di Bologna. Un viaggio nel tempo: nel passato, attraverso gli ultimi depositari dei mestieri “di una volta” destinati inesorabilmente a scomparire, inghiottiti dal tempo e dalla modernità; nel futuro, attraverso i nuovi mestieri, segno della nuova società multietnica e multiculturale.

DATE
Venerdì 17 maggio 2013

Sabato 18 maggio 2013
Domenica 19 maggio 2013

Programma workshop

Il corso sarà diviso in diversi momenti: una parte teorica, una pratica e una di critica e selezione dei lavori.

Venerdì 17 Maggio 2013
Ore 17:00 -19:00 Presentazione e parte teorica

Sabato 18 Maggio 2013
Ore 10:00-13:00 Uscita fotografica (si consiglia l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti)
Ore 14:00-18:00 Editing

Domenica 19 maggio 2013
Ore 10:00-13:00 Uscita fotografica (si consiglia l’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti)
Ore 14:00-18:00 Editing

Presentazione finale del multimedia, sintesi del lavoro realizzato durante il corso a IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile (25 maggio/2 giugno 2013)

Lezione Teorica
Introduzione al reportage, cenni di storia del reportage, sviluppo della fotografia documentaria in Europa e in USA.

Il reportage del quotidiano, la fotografia di strada e la costruzione e la presentazione di una storia.
Prodotti finali: realizzazione mostra e dvd multimediale.

LOCATION: spazio co-working Kilowatt (Via del del Borgo di San Pietro, 22, Bologna)

PARTECIPANTI: max 10/12 persone e  non richiede conoscenze fotografiche “tecniche” specifiche o avanzate.

ISCRIZIONI: inviare e-mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

DATA: iscrizione entro il 30 aprile 2013

Il workshop è gratuito

Una volta selezionato, ogni partecipante è tenuto a lasciare una caparra di 30 euro che verrà restituita alla fine del corso, per evitare spiacevoli defezioni e dare priorità a chi è realmente interessato.

Giulio Di Meo
Nato a Capua (Ce) nel 1976. Fotografo freelance di grande talento e sensibilità, particolarmente impegnato nel reportage sociale. La sua fotografia è capace di catturare l’anima delle “piccole cose”, la bellezza di un semplice gesto, la “quotidianità” spesso invisibile che ci circonda. La passione per la fotografia nasce fin da piccolo, seguendo le orme del padre, grande appassionato di fotografia che gli trasmette l’amore per il “bianco e nero”. A partire dall’anno 2003 lavora all’ambizioso progetto fotografico “Riflessi Antagonisti”, sulla realtà dei paesi sudamericani. Da questo progetto nasce, nel 2005, la mostra intitolata “Riflessi Cubani”. Dal 2004 lavora in stretto rapporto con l’Arci e collabora con numerose altre associazioni impegnate nel sociale. Nel Giugno 2006, inaugura la mostra intitolata “Tra cielo e terra”: un tentativo di dare voce alla quotidianità delle favelas di Rio de Janero. Per il 50° anniversario dell’Arci, ha realizzato il calendario 2007 e il libro fotografico “Cinquant’anni di sguardi”. Nel 2007 a Firenze, è stata presentata la mostra: “Da soli non si può…Solidarietà, cultura, diritti, cittadinanza”. A Gennaio 2008 ha presentato la mostra “Casa Luzzi, vive”, storia dell’occupazione di un-ex sanatorio da parte del Movimento di Lotta per la Casa, insieme a 350 famiglie di immigrati. Nel 2008 con l’associazione “Fiori di strada” realizza un lavoro sulla vita delle prostitute. Nel 2009 realizza il calendario e la mostra “Obiettivo Sahrawi”, con cui racconta le condizioni di vita nei campi profughi sahrawi. Dal 2004, tiene corsi e workshop sulla fotografia sociale in Italia e in vari Paesi del sud del mondo. Di Meo, ama definirsi “fotografo di strada”… è solo camminando, vivendo tra la gente, immergendosi completamente nella realtà e condividendone la vita sociale, che si può cercare di racchiudere in un fotogramma la poesia del quotidiano.

Il workshop rientra nel Percorso di Form-Attivo di Cittadinanza Attiva – Direzione IT.A.CÀ 2013 organizzato dall’ Associazione YODA con il sostegno di Geco2-Giovani Evolutivi e Consapevoli